Riordino delle norme ambientali

Nuovo Decreto Legge

Il Decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, recante "Norme in materia ambientale" è stato pubblicato nella G.U. n. 88 del 14/04/2006. Approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri il 29 marzo scorso e promulgato il 3 aprile 2006 dal Presidente della Repubblica. Il provvedimento, che attua la Legge delega 308/2004, riscrive le regole su: gestione dei rifiuti e bonifica siti contaminati, acque, suolo, danni ambientali, valutazione dell'impatto ambientale e valutazione ambientale strategica, emissioni in atmosfera.

La parte che riguarda i rifiuti è la Parte IV “Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati” (artt. 177-266)

Cambiamenti significativi nel settore dei rifiuti con il Decreto legislativo 308/2004

 

Con l’approvazione del Governo il 29 marzo scorso, in via definitiva, del Decreto legislativo che riordina, coordina e integra tutta la materia ambientale in un unico Codice, si dà attuazione alla legge delega 308/2004. Un ampio testo per riordinare le eco-norme in sei settori-chiave: gestione dei rifiuti e bonifica dei siti contaminati; tutela di acque e suolo; danni ambientali; valutazione dell'impatto ambientale e valutazione ambientale strategica; emissioni in atmosfera. Con l’intento del legislatore di semplificare e razionalizzare le procedure di gestione del sistema ambientale. La riscrittura della legislazione ambientale, dall’inizio del suo iter, per il metodo con cui è stata portata avanti è stata fortemente avversata e, a conclusione, ha lasciato forti strascichi di polemiche, opposizioni, contrarietà. Un quadro normativo approvato nonostante il parere negativo delle Regioni e delle autonomie locali, che già minacciano ricorsi alla Corte Costituzionale.

In tema di ambiente e smaltimento dei rifiuti, si può dire che molti aspetti del precedente Decreto Ronchi vengono rivisti, se non superati del tutto. Alle Autorità d’ambito (se non ci sono dovranno essere costituite) vengono demandati l’organizzazione, l’affidamento ed il controllo della gestione integrata del servizio dei rifiuti. Ciò significa che sarà compito di questi enti (in Basilicata ve ne sono due, l’Autorità per la gestione dell’ambito territoriale ottimale della provincia di Potenza – AATO 1 - e l’Autorità per la gestione di quello della provincia di Matera – AATO 2) portare a razionalità il sistema di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, in ambiti territoriali di adeguate dimensioni. Nei quali le Autorità d’ambito, appunto, dovranno garantire il graduale passaggio dalla discarica, intesa come forma prevalente di smaltimento, alla selezione e recupero dei rifiuti. Il passaggio alle Autorità d’ambito anche dell’organizzazione della gestione dei rifiuti, fino ad oggi di competenza dei comuni, è una significativa novità. Che sancisce, in modo chiaro, la gestione del ciclo dei rifiuti a livello comprensoriale, fatta da un unico ente in un ambito ottimale. Un po' come è accaduto con l'acqua, a partire dalla legge Galli. Con il ciclo idrico gestito da enti comprensoriali, costituiti dai rappresentanti delle amministrazioni locali afferenti. D’ora in avanti, i comuni dovranno far riferimento alle Autorità d’Ambito in quanto soggetti indispensabili per l’assetto del servizio sui rifiuti anche a livello comunale. Tant’è che il Decreto legislativo parla espressamente di partecipazione obbligatoria degli enti locali alle suddette autorità, giacchè a queste è stato affidato l’esercizio delle loro competenze.

A nostro modo di vedere, tutto questo è un avanzamento rispetto alla precedente normativa: poco chiara sul ruolo delle AATO, contraddittoria sulle funzioni e competenze di queste nell’ordinamento degli enti territoriali istituzionali deputati alle diverse fasi di gestione dei rifiuti, scarsamente incisiva ed efficace nella costruzione di un responsabile e capace sistema di governance dei rifiuti, volto all’ottenimento dei risultati a base dei giusti obiettivi indicati (raccolta differenziata, livelli di recupero, valorizzazione energetica, ecc.). L’affidamento alle Autorità d’ambito (a cui spettava solo lo smaltimento extracomunale) anche dell’esercizio delle competenze ex lege (non più a discrezione) sui rifiuti, fino ad oggi in mano ai comuni (raccolta e trasporto), non potrà che snellire e far camminare più speditamente l’insieme delle attività di gestione integrata dell’intero servizio sul ciclo dei rifiuti urbani e assimilati. Raccolta e raccolta differenziata, selezione e trattamento impiantistico, commercializzazione e smaltimento completo attraverso la realizzazione e gestione degli impianti, costituiranno un continuum coerente e organicamente strutturato volto all’autosufficienza di smaltimento. All’interno di un piano regionale di gestione dei rifiuti, di competenza della Regione, che dovrà vedere il coinvolgimento delle Autorità d’ambito nella predisposizione, adozione e aggiornamento; così come, a livello provinciale, la partecipazione all’individuazione, di competenza della Provincia, delle zone idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti urbani. In un rapporto collaborativi con i comuni dell’ambito territoriale ottimale, i quali dovranno aderire e concorrere al quadro delle attività messe in campo, al fine di attuare nel modo migliore una gestione dei rifiuti non più frammentata, né episodica.

Da almeno un anno e mezzo a questa parte, le novità introdotte con il decreto attuativo erano state anticipate dall’AATO 1 in Basilicata. Lo testimoniano le ripetute richieste e le articolate proposte avanzate alla Regione, per superare contraddizioni normative, dettare tempi certi per il completamento dell’impiantistica maggiore e minore, in sintonia con gli obiettivi di piano e rispetto alle necessità dello smaltimento sui diversi territori provinciali, definire un sistema di gestione del ciclo dei rifiuto compiutamente connesso in tutte le sue fasi e coordinato dall’Autorità d’ambito. Da tempo, cose dette e scritte, discusse ed argomentate. Da tempo, posizioni evidenziate pubblicamente e note alle diverse istituzioni, condivise dai sindaci dell’ambito territoriale. Che non hanno avuto, però, quel buon esito sperato e indispensabile ad invertire la rotta nella gestione dei rifiuti in Basilicata. La situazione, infatti, resta ancora molto problematica e critica sul versante dello smaltimento (soprattutto in alcune aree), debole su quello del recupero, assente in quella del riciclo dei materiali. Insomma, sui rifiuti siamo ancora in mezzo al guado, nonostante un lento miglioramento. In bilico tra un’innovazione ancora carente e un retaggio di vecchie forme di smaltimento che ritardano l’evoluzione del sistema nella sua interezza. Peccato, perchè si sarebbe potuto affrontare la nuova situazione determinata dal decreto in altro modo, senza dover per forza accelerare. Facendo tutto entro il 2006.

 

                                                                                                          Il Presidente

                                                                                                       Mario Brancale

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Articolo di approfondimento (PDF)

Schema DLgs sull'Ambiente (PDF) Allegati (PDF)